La tradizionale arte di fabbricare la birra ha radici antichissime. Già nel IV millennio prima di Cristo i Sumeri erano capaci di produrre, mettendo del pane a mollo nell’acqua, una bevanda simile alla birra. Ed il geroglifico egizio che significa “buon appetito” ci dice quanto fosse importante la birra ai tempi dei faraoni: esso infatti è composto dai due grafi “pane” e “birra”.

Gli antichi Germani sapevano produrre birra già 800 anni prima dell’era cristiana, ma si trattava di prodotti che di certo non sarebbero stati in grado di reggere il confronto con quanto sanno darci con la loro alta professionalità i Mastri Birrai moderni. Le birre degli antichi Germani, infatti, erano quasi prive di schiuma, erano amare come la bile ed andavano a male assai rapidamente, diventando imbevibilmente acide.

La qualità della birra incominciò a migliorare intorno all’anno 1000, allorchè un sempre maggior numero di monasteri prese a dedicarsi all’arte di fabbricare la birra: i frati e le suore che sapevano leggere e scrivere annotavano e miglioravano diligentemente le loro ricette.

Ma la svolta epocale la procurò infine la promulgazione della Legge di Purezza (1516), vietando rigorosamente l’impiego di piante e radici, come cassilagine e stramonio, ma anche di fuliggine e catrame, con i quali personaggi senza scrupoli avevano fin ad allora adulterato la birra, per migliorarne gusto e aspetto.

La legge di Purezza pose fine al “Medioevo della Birra” ed iniziò così l’epoca della degustazione pura e genuina, che contrassegna l’arte bavarese ricca di tradizione di produrre la birra.

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