Visita alla malteria Simpsons

For English click her click here.

Per la prima volta quest’anno, agli inizi di luglio, abbiamo avuto la grande fortuna di essere ospiti presso la malteria Simpsons, uno dei maggiori e più celebri produttori di malto inglesi. Questi due giorni ci hanno permesso di toccare con mano la qualità e le peculiarità del malto Simpsons, e ci hanno lasciato molti ricordi indelebili…
Vogliamo condividerne con voi alcuni, ripercorrendo in questo articolo ciò che abbiamo vissuto.

Suggestiva vetrata nello stabilimento Simpsons Malt di Tivetshall St Margaret

La partenza è fissata nel primo pomeriggio, dall’aeroporto di Venezia, per atterrare un paio di ore dopo all’aeroporto di Londra Stansted. Arrivati a destinazione, facciamo rotta verso il nostro hotel a Diss, nel Norfolk meridionale, dove veniamo accolti nientemeno che da Richard Simpsons e Jamie Ramshaw (vice presidente e responsabile tecnico vendite di Simpsons Malt), che sarebbero stati i nostri anfitrioni per i prossimi due giorni. Nonostante l’ora tarda, ci dirigiamo verso una taproom, per un primo assaggio di ciò che ci avrebbe aspettato nei giorni successivi.

Prima tappa: Ampersand Brew Co.

Bitter del birrificio Ampersand Brew Co.

Il birrificio possiede una sala cotta da 20 hL, con diversi fermentatori cilindro-conici da 10, 20 e 40 hL. Annessa al birrificio vi è una bella tap room con cucina, dove alle birre abbiamo potuto affiancare un sostanzioso panino con patatine. La tap-list del birrificio comprende dodici spine “classiche” e quattro pompe inglesi. Gli stili offerti spaziano dalle luppolate APA e Hazy IPA, alle sour con ingredienti particolari, passando per nitro-stout e lager. Alla pompa non manca una classicissima bitter, che personalmente mi ha conquistato, con il suo ottimo bilanciamento tra note dolci del malto, spunti fruttati del lievito, e un deciso amaro/erbaceo del luppolo. Una volta ben sazi e dissetati, ci siamo diretti in hotel, per ricaricarci in vista dell’intensa giornata che avrebbe seguito.

Il giorno dopo si parte con la colazione dei campioni: una classica full
English breakfast! Uova, pane fritto, baked beans, black pudding, bacon, uova, salsiccia, e un pomodoro (per sgrassare!). Approfittiamo dell’occasione anche per assaggiare la Marmite, una crema spalmabile costituita da estratto di lievito di birra. Ne avevamo già sentito parlare in alcuni libri di degustazione, è un buono standard sensoriale del difetto che può dare la lisi di lievito nella birra. Per chi si chiedesse di cosa sa, direi un misto di: salsa di soia, brodo, liquirizia. Non esattamente qualcosa che mangerei in purezza, ma comunque un’esperienza interessante.

Seconda tappa: Simpsons Malt, stabilimento di Tivetshall St Margaret

Dopo aver assunto in un pasto un’introito calorico sufficiente per i prossimi dodici giorni, ci dirigiamo verso Tivetshall St Margaret, dove si trova uno dei due siti produttivi Simpsons. Presso lo stabilimento di Tivetshall vengono prodotti tutti i malti per i birrifici, mentre lo stabilimento a Berwick-upon-Tweed, a Nord al confine con la Scozia, si occupa della produzione dei malti da distillazione.

Raggiunto lo stabilimento, Richard ci illustra la storia ed i valori dell’azienda. Simpsons Malting nasce nel 1862, inizialmente come azienda dedita al commercio di cereali. Solamente 10 anni dopo, nel 1872, l’allora proprietario James Parker Simpsons decide di ampliare il proprio business e di investire in una malteria, cambiando definitivamente il destino dell’impresa.
Da allora, i valori aziendali vertono attorno ad una sincera passione per il malto, che si riflette su una costante attenzione alla qualità del prodotto, continui investimenti, e controllo della filiera dal campo al boccale (tramite la divisione McCreath Simpsons & Prentice, che si occupa del contatto diretto con i coltivatori). Da cinque generazioni, Simpsons Malt è un’azienda indipendente, a conduzione familiare.

Eccoci appena arrivati nella sala dove avremmo seguito le presentazioni,
con una bella vista sui campi di orzo

Successivamente ci vengono illustrati i vari passaggi per la produzione delle differenti tipologie di malto, ed infine veniamo anche a conoscenza delle dinamiche che regolano lo sviluppo delle nuove varietà di orzo da maltazione (che possono essere da distillazione, da birrificazione, o polivalente), il complesso mercato dell’orzo e l’importanza di un solido rapporto di fiducia con i coltivatori.
Le varietà più coltivate in Inghilterra sono attualmente il Planet e il Laureate, note sia per le loro buone performance agronomiche (resa/ettaro, resistenza all’allettamento e ai parassiti/malattie), che per le loro ottime caratteristiche alla maltazione (contenuto di proteine intorno al 9,5%; buona e regolare dimensione dei chicchi). Nonostante le loro performance agronomiche inferiori, vi sono ancora due varietà “antiche” che vengono coltivate per le loro peculiarità organolettiche: il Maris Otter e il Golden Promise. Il primo presenta delle note biscottate che vengono particolarmente apprezzate nelle bitter tradizionali, mentre il Golden Promise conferisce una certa dolcezza, e pienezza di gusto, che viene molto apprezzata in particolare nelle birre luppolate.

Immagine che ben riassume le diverse fasi produttive utilizzate per produrre le diverse tipologie di malti Simpsons

Terminata questa prima tranche di presentazioni, veniamo accompagnati da Graham Kendall (direttore operativo nello stabilimento di Tivetshall) in un giro completo del sito produttivo, dai nastri di ricezione dell’orzo, passando per i tini di bagnatura, i siti dedicati alla germinazione e all’essiccamento, i tamburi di tostatura, fino al magazzino di confezionamento e stoccaggio. Rimaniamo colpiti dall’ordine e dall’attenzione che vengono riposte in tutte le fasi del processo di maltazione.

Jamie Ramshaw e Richard Simpsons davanti ad uno dei moderni tamburi per la tostatura dello stabilimento, e un utile poster che ricorda agli operatori il modo migliore per spostare i carichi!

Terminata la visita, abbiamo modo di assaggiare tutto il range dei malti Simpsons, guidati da Jamie che ce ne descrive il processo produttivo, e le caratteristiche organolettiche. Dopo l’aperitivo a base di malto, c’è il tempo per un rapido pranzo, mentre Adrian Fischer e Rob Austin (responsabili delle forniture dell’area Sud) ci aggiornano sullo stato attuale del raccolto. Purtroppo anche il 2023 è stato caratterizzato da precipitazioni incostanti e periodi di siccità, condizioni ben lontane dai livelli medi degli ultimi 20 anni. Questo si traduce in un raccolto che sarà nella media, ma con una certa variabilità in base alle diverse zone geografiche di coltivazione.

Campioni di alcuni dei malti più peculiari della Simpsons

È giunto il momento di toccare con mano, letteralmente, la materia prima principale della birra. Ci dirigiamo quindi verso la prima farm, dove ci vengono spiegati altri aspetti chiave della coltivazione dell’orzo, come la rotazione delle colture, e gli aspetti critici che possono determinare la buona o cattiva riuscita di un raccolto. Con cautela abbiamo anche modo di camminare in mezzo alle spighe, e di scattare alcune foto molto artistiche.

La sete inizia a farsi sentire, ed è quindi il momento della visita ad un birrificio! Saliamo in macchina e facciamo rotta verso il mare, verso Southwold, dove ci attende lo stabilimento produttivo della Adnams Brewery!

Terza tappa: Adnams Southwold Brewery

Ad accoglierci troviamo Fergus Fitzgerald (responsabile produzione), che ci guida attraverso tutti i locali del birrificio, dalla sala cotta, fino alla cantina con i fermentatori, per finire alla distilleria e alle cantine dove vengono affinate le botti di whisky. Il birrificio utilizza ancora alcuni fermentatori a sezione quadrata, non pressurizzabili, per la fermentazione primaria. Il lievito della casa è un blend di due ceppi, uno più flocculante e uno meno flocculante, che vengono recuperati e riutilizzati, e mantenuti in equilibrio dopo i recuperi riaggiungendo di volta in volta il ceppo che tende a diminuire. Il birrificio però si distingue per l’utilizzo anche di fermentatori cilindro-conici, una sala cotta a più tini (in stile tedesco), e per l’utilizzo di altri ceppi di lievito al di fuori di quelli “della casa”. Questo si riflette in un’offerta di stili molto variegata, che va dalle inglesissime Southwold bitter (3,7%) e Broadside premium bitter (4,7%), alle luppolate Ghost Ship (4,5%, con luppolo Citra) e Mosaic Pale Ale (4,1%, con luppolo Mosaic) e a birre stagionali in stile belga e tedesco. La produzione annua si aggira intorno ai 139.000 ettolitri.
Dal 2010 è attiva anche la distilleria, che produce gin, vodka e whisky già largamente apprezzati e premiati.

Alcuni momenti della visita al birrificio Adnams: la cantina con i fermentatori a sezione quadrata; un distillatore; la bottaia per l’affinamento del whisky

Quarta tappa: Sole Bay Inn

Ormai si è fatta una certa ora, ed è il momento di dirigerci al pub all’esterno del birrificio, il Sole Bay Inn, per riposare le gambe e assaggiare finalmente le birre prodotte da Adnams. Data la mia passione per le birre tradizionali inglesi, senza indugi assaggio subito la Southwold bitter, e la Broadside bitter, entrambe servite tramite la pompa inglese, direttamente dal cask.
Rimango molto colpito dal profilo estremamente “giovane” della birra. Le note di lievito sono ben pronunciate, così come il malto, e l’amaro e gli aromi del luppolo. Nonostante i sapori non si siano ancora amalgamati, come succede normalmente ad una birra con qualche settimana in più di maturazione, la bevuta risulta comunque molto equilibrata, e appena “ci si fa la bocca”, la birra scorre pericolosamente bene.

Adnams Southwold bitter al Sole Bay Inn, ovviamente spinata a pompa

Quinta tappa: The Harbour Inn

Non ci attardiamo però oltre le due birre, perché la cena ci aspetta. Ci dirigiamo a piedi verso il fiume Blyth, avendo così modo di apprezzare anche un bello scorcio della campagna inglese (ed il finale di una partita a golf).
Arrivati al The Harbour Inn ordiniamo la cena (su consiglio dei locali prendo un indimenticabile fish&chips), e approfittiamo per provare altre birre dell’offerta Adnams: la Ghost Ship e la Mild. Poi, inevitabilmente, ritorno alla Southwold bitter, rimpiangendo già quando, tornato in Italia, non potrò più berla così giovane. Tra una birra e l’altra, la serata prosegue, mentre Jamie mi racconta delle peculiarità dei lieviti inglesi, e delle birre tradizionali più iconiche. Inizio già a pianificare un ritorno in Inghilterra…

Al termine della cena, chiudiamo la serata al The Lord Nelson Inn, dove con un altro paio di pinte, i ricordi si fanno un po’ sfocati… In ogni caso, i superstiti si danno appuntamento all’indomani mattina, per schiarirsi le idee con un freddissimo bagno nel mare di Southwold, come vuole la tradizione!
Detto fatto, l’indomani bagno nel mare per i più coraggiosi, e poi altra colazione importante, nello splendida cornice dell’hotel The Swan Southwold.
È il momento dell’ultima visita, quindi ci muoviamo in direzione Cambridge, verso un’altra farm.

Gli ultimi ricordi della giornata

Qui abbiamo modo di sentire la storia di un altro coltivatore, e apprezzare l’attenzione, l’impegno e la passione che dedica alla coltivazione dell’orzo da birra. Negli ultimi anni le difficoltà sono aumentate, tra condizioni climatiche sempre più imprevedibili, e una situazione economica globale incerta che porta a grosse fluttuazioni sui costi di fertilizzanti e fitosanitari, e ad un prezzo di mercato dei cereali molto volatile. Per molti agricoltori ci sono coltivazioni più allettanti dell’orzo da birra, meno impegnative e più remunerative, e non è quindi una scelta ovvia quella di continuare comunque con questo tipo di coltura. Ed è per questo che Simpsons Malt investe molto nel creare un rapporto di fiducia con i coltivatori (tramite la divisione McCreath Simpsons & Prentice), che si traduce in importanti accordi a lungo termine.

Qualche ultima foto nei campi di orzo, e il nostro viaggio giunge al termine. Ci congediamo da Richard e Jamie, con infinita gratitudine, e sperando di rivederli presto. In soli due giorni sono riusciti a farci capire e apprezzare molto di ciò che si cela dietro al marchio Simpsons Malt, e alle persone che ci lavorano. Con un po’ di malinconia ci dirigiamo verso l’aeroporto di Stansted, ma già pensiamo al prossimo viaggio in Inghilterra.

Condividi l'articolo:

Iscriviti alla Newsletter

Resta aggiornato! Iscriviti alla newsletter di Mr. Malt®!

RICEVI IN ANTEPRIMA SCONTI,

PROMOZIONI E NOVITÀ