Luppolo: il futuro dell’aroma nella selezione delle varietà

Durante l’edizione 2018 della Hop & Brew School organizzata da YAKIMA CHIEF HOPS si è parlato della selezione di nuove varietà di luppolo assieme a YAKIMA CHIEF Ranches e Hop Breeding Company: come e perché viene effettuata e qual è il suo impatto.

Nella Yakima Valley si è verificata in questi anni una notevole inversione di tendenza nella distribuzione delle varietà sul territorio: mentre nel 2011 le varietà da aroma occupavano circa la metà delle coltivazioni rispetto a quelle da amaro, queste ultime hanno visto calare la loro diffusione fino a ridursi a meno di un terzo rispetto ai terreni coltivati con varietà da aroma. Questo declino delle varietà da amaro rappresenta un fenomeno ciclico, nonostante la loro resa mediamente più elevata e costante rispetto alle varietà da aroma, ma nel 2017 la superficie totale delle coltivazioni di luppolo ha comunque raggiunto valori senza precedenti (45.000 acri, ovvero oltre 18.000 ettari).

Il programma di selezione delle varietà rappresenta l’inizio della catena di approvvigionamento del luppolo, all’interno della quale ogni livello influenza i successivi. L’obiettivo della selezione è combinare le qualità desiderate per ogni categoria di luppoli (da amaro o da aroma) con resistenza a parassiti e malattie, stabilità durante la conservazione e caratteristiche positive in ambito produttivo (come un basso livello di cohumulone e oli specifici), in modo da offrire efficienza sia ai coltivatori che ai birrai.

La distinzione tra piante femminili e piante maschili fa del luppolo una specie geneticamente complessa che necessita di essere incrociata in quanto incapace di autoimpollinarsi ed impossibile da propagare tramite seme. Annuale sopra terra ma perenne al di sotto (radici), la pianta di luppolo può essere propagata agevolmente mediante clonazione, ottenendo un’intera varietà da una singola pianta.

Il processo di selezione per ogni nuova varietà richiede circa una decina d’anni e prende avvio con la scelta e l’incrocio dei genitori sulla base degli obiettivi posti; la prima selezione inizia nel secondo anno, con il monitoraggio delle piantine presenti in serra e di quelle densamente insediate in campo, ed un tasso di selezione del 10%. Nel terzo, quarto e quinto anno la selezione continua ad un tasso dell’1% e le piantine rimanenti sono trapiantate su graticci da 45 cm; nei tre anni successivi la selezione si fa più avanzata e si espande a lotti di più piante, 7 per ogni varietà, ad un tasso del 2%. Dal nono all’undicesimo anno si procede con test da parte di birrifici commerciali sul prodotto delle piantine selezionate e in seguito si arriva alla commercializzazione. Partendo da 40.000 genotipi, la prima selezione si conclude con 4.000, la fase intermedia con 40, la fase avanzata con 2 mentre solo 1 varietà arriva essere commercializzata, a grande richiesta dei birrai che l’hanno provata.

La proprietà intellettuale delle varietà che scaturiscono dalla selezione viene protetta attraverso gli strumenti del brevetto e del marchio, al fine di accrescerne il valore e offrire la massima qualità ai birrai assieme alla resa migliore per i coltivatori. Quando viene messa in commercio ogni varietà riceve un nome, ovvero il marchio sotto cui sarà venduta; scegliere questo nome è ormai sempre più difficile, dato che non può richiamare né un birrificio né una birra, per non creare confusione nel consumatore. Potendo essere mantenuto in vita attraverso il rinnovo, il marchio rappresenta la protezione più forte per le nuove varietà selezionate; al contrario, il brevetto della pianta scade dopo 20 anni.

Dopo dieci anni di sviluppo il lavoro non è terminato, perché il successo della varietà dipende da una riuscita costante sul piano dell’agronomia, dall’approvazione da parte dei coltivatori (che in genere si ottiene in breve) e soprattutto dal consenso dei birrai, che richiede più tempo. Le direttrici dello sviluppo futuro della selezione sono rivolte alla ricerca molecolare (mappatura genetica…), all’utilizzo del luppolo fuori dal birrificio e alla conversione continua a nuove varietà, per far fonte alle pressioni sul fronte delle malattie, della conservazione, dell’economicità e al continuo sviluppo della produzione birraria artigianale, con un rilievo sempre maggiore per l’aroma. L’impatto della selezione è evidente se si guarda alle prime 10 varietà coltivate nella Yakima Valley: 5 di esse sono state lanciate dopo l’inizio del nuovo millennio, 4 provengono dalla selezione di Select Botanicals Group e Hop Breeding Company e il Citra® è al primo posto.

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